La sostenibilità da accessorio a colonna del business

Fino a qualche anno fa la sostenibilità era un accessorio, oggi è una colonna del business. Una presa di posizione netta nei confronti dell’impatto ambientale e sociale del proprio business implica, per un’impresa, allargare questa attenzione anche a tutti i partner della catena di fornitura.

Non si tratta, però, di un processo che un’azienda possa compiere da sola: deve avere il supporto della filiera, dei produttori e, naturalmente, anche di chi compra. Si può lavorare sulla durabilità del prodotto, sulla sua seconda vita, sul riciclo.

Per molte aziende, le richieste ai fornitori si tramutano in standard ambientali e sociali più stringenti che, se non soddisfatti, possono portare a un piano di sviluppo nel breve-medio e lungo termine da concordare, o, nei casi più estremi, all’esclusione del fornitore, anche se queste decisioni possono comportare un innalzamento dei costi della supply chain.

Ma il mondo migliore che ci chiedono i nostri figli, i nostri investitori e i nostri clienti, si crea tutti insieme. In questo processo il ruolo della community è fondamentale. Ed è anche per questo che si deve lavorare al suo coinvolgimento, quotidiano e personale.

Accanto alla sostenibilità, il cosiddetto “engagement” costante e personalizzato del cliente è diventato lo spartiacque fra il successo e la stagnazione di un’azienda in qualunque area del consumo. Il progetto, da una parte, mira al coinvolgimento diretto e fisico del cliente effettivo o potenziale, dedicando tempo alla sua community, dall’altra punta alla moltiplicazione ipoteticamente infinita di pubblico e desideri.

La coerenza strutturale di alcuni input in alcuni settori porta a ritenere che non solo le soluzioni caratterizzate da un nuovo “assetto di flussi” circolari possono essere benefiche per preservare le risorse naturali, ma possono anche portare alla “scalata” della sostenibilità nella gerarchia dei fattori critici di successo per una supply chain, a dispetto di altre prestazioni operative (costo, livello di servizio) che ne hanno guidato i modelli degli ultimi decenni.

Oggi chi compra vuole degli input quasi quotidiani dal marchio. Si deve creare un concetto, un’energia, tutti i giorni. Un’azienda deve essere inclusiva: poi, ci vuole un leader.

Michele Chieffi

Dottore Commercialista

La più innovativa metodologia di marketing che permette di superare il concetto di “campagna”, per offrire esperienze di contatto uniche tra marche e persone.