Artificial Human e Comunicazione Multimodale

Quando si parla di “nuova era di trasformazione digitale” non si può non fare riferimento agli Assistenti Virtuali e agli Artificial Human. Gli Assistenti virtuali sono nati per comunicare e semplificare la User Experience del consumatore. Quando si fa riferimento alla Comunicazione Multimodale, ci si riferisce alla comunicazione in cui intervengono elementi umani, come per esempio la voce, gli occhi e la gestualità. L’obiettivo della comunicazione multimodale è rendere più naturale possibile l’interazione uomo-macchina e aiuta a modificare il modo di comunicare tra marca e consumatore.

Questa nuova barriera, all’interno del mercato attuale degli Assistenti Virtuali, rende la comunicazione e il dialogo empatico, innovativo ed efficace, con l’utilizzo non solo della voce, uno delle componenti più importanti e necessari per un dialogo vocale, ma anche tutte le altre componenti verbali e para-verbali, che rendono una comunicazione multimodale.

All’interno delle tecnologie digitali, sempre più sono in corso sviluppi che hanno danno origine a nuove forme di comunicazione che coinvolgono più modalità semiotiche: verbali, visive, spaziali e gestuali.

L’Intelligenza Artificiale Multimodale può essere considerata il nuovo paradigma dell’Intelligenza Artificiale, all’interno del quale tutti i dati, compresi testo e voce, sono combinati tra loro con più algoritmi di elaborazione dell’intelligenza Artificiale, con il fine di ottenere prestazioni più elevate.

Quindi, si può affermare che spesso l’Intelligenza Artificiale Multimodale, supera quella Monomodale, poiché il testo e le immagini non bastano per rendere efficace una comunicazione tra uomo-macchina. Al contrario, la comunicazione multimodale ha l’obiettivo di rendere l’interazione il più umana possibile. Inoltre, grazie all’evoluzione tecnologica, gli Assistenti Virtuali riescono a riconoscere le emozioni dei propri interlocutori e adattare modalità di risposta e tono di voce in base all’emozione rilevata.

Ma come si è arrivati fino a questo punto?

Certamente con l’avanzare delle tecnologie utilizzate nei dialoghi, nelle immagini e nei video, l’interazione uomo-macchina ha raggiunto questa nuova fase che, ancora oggi, è in continua evoluzione. Il bisogno del consumatore è quello di comunicare con il brand, e gli Assistenti Virtuali hanno permesso ciò, ma per rendere una comunicazione sempre più empatica ed efficace sono nati gli Artificial Human, così da rendere la comunicazione più simile a quella che avviene face to face e da uomo a uomo, per ricercare quelle situazioni emotive che si provano in una conversazione reale e per essere percepiti meno come macchine e più come amici o aiutanti. Questa interfaccia multimodale include diversi tipi di metodi in input come il linguaggio naturale, i gesti, i volti e le emozioni.

Cosa sono gli Artificial Human?

Questa nuova frontiera è il simbolo per eccellenza del futuro. La rivoluzione degli Artificial Human sta nella capacità di far vivere un’esperienza totalmente nuova. Sono degli Assistenti Virtuali che possiedono sembianze perfettamente umane, parlano e si atteggiano come un qualunque essere vivente.

I progressi che si sono effettuati in questi ultimi anni nell’ambito tecnologico, si sono sviluppati con l’intento di soddisfare una delle esigenze principali dell’uomo, ovvero quello di poter comunicare, che è la base di ogni relazione umana. Comunicare significa trasmettere, dare informazioni o far conoscere qualcosa a qualcuno in tempi rapidi e, l’Intelligenza Artificiale, sta cercando di assolvere questo compito.

Questo nuovo modello di comunicazione rappresenta lo stato più avanzato dell’umanizzazione dell’Intelligenza Artificiale, con l’obiettivo di creare empatia nell’interazione uomo-macchina.

Non c’è dubbio, più la comunicazione avrà un livello di emotività elevato, più una macchina apparirà agli occhi dell’utente umana e più sarà naturale il comportamento e la relazione uomo-macchina.

L’interazione tra utenti e Artificial Human ripropone la comunicazione che avviene tra due umani in modalità face-to-face, creando così un’esperienza 4.0, poiché ciò che lo caratterizza è la capacità di suscitare nell’utente, durante l’interazione, emozioni scaturite tramite movimenti, gesti, sorrisi e il tono di voce che viene utilizzato per comunicare.

Queste caratteristiche che forniscono all’Artificial Human sembianze umane, sono derivati da fattori propri della comunicazione umana, che rendono l’interazione simile ad una che avviene tra due umani.

Gli elementi che vengono utilizzati per creare e realizzare gli Artificial Human sono:

- i segni para-verbali che accorciano le distanze con gli utenti, ovvero il tono di voce, la pronuncia di determinati vocaboli, la velocità del parlato e il timbro della voce. Questi elementi esprimono la personalità dell’assistente, rendendolo più “umano” e fanno capire quale tipo di comportamento adottare nella conversazione;

- La prossemica, invece, indica il grado di confidenza che si crea tra una macchina e l’utente nel corso dell’interazione. Questa comunicazione non verbale, ovvero l’espressione delle emozioni, dei bisogni e dei comportamenti, delimita lo spazio delle conversazioni.

Sempre più le aziende per stare al passo con l’evoluzione sociale, tecnologica e del mercato, stanno affrontando un vero e proprio cambiamento tecnologico, che porta verso una automazione e una ottimizzazione delle attività aziendali. Ma non solo, i consumatori sono sempre più informati e diventano sempre più esigenti e così che nasce il bisogno di utilizzare l’Intelligenza Artificiale all’interno delle aziende per comunicare con i consumatori.

Queste tecnologie hanno il fine di rendere la User Experience (UX) dell’utente semplice e il più naturale possibile, ma allo stesso tempo far vivere un’esperienza unica, indimenticabile e divertente.

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